lunedì 29 maggio 2017

GLI SQUILIBRI NEL MONDO SONO REALI: non è sostenibile un sistema con nazioni che importano sempre e paesi che esportano sempre

In economia come in natura c'è una legge che si chiama "equilibrio nel lungo temine"

Le fratture che emergono ora tra USA, Germania e China non riflettono differenze di leadership come molti commentatori superficiali tendono ad evidenziare, ma sono il frutto di squilibri di lungo e lunghissimo temine tra i paesi più importanti del mondo. Squilibri talmente imponenti e di lunghissimo periodo per i quali urge una correzione o almeno l'inversione della tendenza.


La Germania dagli anni settanta è esportatore netto. 
Tale andamento si è ulteriormente amplificato dal 2000 con l'entrata nell'Euro.
Per la Cina invece lo sviluppo impetuoso dell'Export con conseguente immenso saldo commerciale positivo è avvenuto negli ultimi 20 anni

La Cina aderì al WTO nel Dicembre 2001 da allora il suo saldo commerciale è esploso. 


Alla fine però abbiamo 2 grandi paesi che esportano sempre. ovviamente ci vuole anche chi importa sempre. La funzione di grande compratore e sostenitore dell'economia mondiale negli ultimi decenni l'hanno svolta gli Stati Uniti che dal 1971 (fine della convertibilità del $ in oro) sono diventati importatori netti.

Il saldo commerciale USA. Sempre costantemente negativo dagli anni 70



E' innegabile che vi è uno squilibrio di proporzioni gigantesche e che tale squilibrio non è sostenibile ancora a lungo. I grandi del mondo possono incolparsi a vicenda, la Merkel o Trump possono risultare più o meno antipatici, ma tutto questo non cambia il problema (per i media Obama era più simpatico di Trump ma la sua amministrazione ha bastonato sia la VW che DeutscheBank con multe miliardarie).

Ora negli Stati Uniti è andato al potere un Presidente che rappresenta maggiormente i grandi produttori e la classe media americana, cioè quella parte di US più penalizzata dall'Import. E' quindi del tutto legittimo che nei vari consessi internazionali si ponga tale problema. Stabilire chi ha ragione è del tutto inutile. Il problema c'era prima di Trump e se non si risolve ci sarà dopo Trump in termini ancor più drammatici.

Gli scenari possibili:

  1. una nuova Bretton Wood che ridefinisca un ordine mondiale Monetario/Commerciale con regole il più possibile condivise
  2. un incremento dei conflitti con politiche Monetarie / Commerciali capaci di scardinare anche l'ordine politico mondiale (le poste in gioco sono altissime). 
E' di gran lunga preferibile la soluzione 1 ma per raggiungerla senza disastri economici e politici è necessario che il riequilibrio avvenga  attraverso manovre espansive dei mercati interni Cinese e Tedesco . In altre parole bisogna che la Cina e soprattutto la Germania adottino politiche di investimento e di crescita dei salari interni in modo che il mercato interno di quei paesi assorba il surplus di merci prodotto. Se al contrario si continuerà ad adottare una politica mercantilista. Lo scontro sarà inevitabile. 






venerdì 26 maggio 2017

Investire nelle energie alternative. La vera sfida della UE.

Parto da una notizia di ieri: 


"Tesla inizia la vendita delle tegole solari per la produzione di energia dal sole". 





Jeremy Rifkin ha già abbondantemente spiegato come funzionerà il mondo del futuro. L'energia elettrica sarà prodotta in modo distribuito. Ciascuna casa, ciascuna impresa produrrà una parte di energia. E’ il ribaltamento dell'attuale concetto di grandi centrali dove produrre elettricità e poi reti di distribuzione. Insomma dal top down al bottom up. 
Tutto questo potrà cambiare veramente il mondo. Non è solo questione di inquinamento ma anche e soprattutto di geopolitica: Oggi le guerre si fanno per il controllo dell'energia. Quando tutti produrranno energia il paradigma cambierà. 
 
Da molto tempo scrivo che l'Europa dovrebbe fare un grande piano di investimento per la ricerca, la produzione, l'installazione di sistemi di produzione di energia rinnovabile. 
 
Questo permetterebbe di raggiungere tre obiettivi:
  1. ridurre la dipendenza energetica della UE
  2. far ripartire l’economia e con essa l’occupazione 
  3. usare la tecnologia per migliorare il mondo e lasciare un ambiente migliore ai nostri  figli.
La Banca Centrale Europea da 2 anni crea 80/60 Miliardi di Euro ogni mese per comprare obbligazioni.  Perché non usare lo stesso sistema per finanziare un grande piano di investimenti per rilanciare l’industria europea delle rinnovabili?
 
Questa è la strada. 
Qualcuno mi dirà che questo creerebbe inflazione. E’ la grande balla che la finanza utilizza per evitare che gli investimenti vadano a vantaggio di gran parte della popolazione e non di poche grandi famiglie. 
Gli amici mi chiedono sempre: c’è un limite alla creazione di moneta da parte di uno stato? 
Si. Il limite è la piena occupazione. Quando si arriva a un tasso di disoccupazione del 2/3% bisogna interrompere la “stampa di moneta” .  Siamo lontanissimi da questo obiettivo. 
 
L’altra ragione che gli scettici ripetono: nessuno lo ha mai fatto.  Non è vero, gli esempi sono moltissimi e applicati  nei  grandi paesi occidentali. Ad esempio lo ha fatto Roosevelt con il famoso New Deal, o lo sta facendo in questi anni  il Giappone che finanzia la ricostruzione post tzunami (20.000 morti e tante centrali atomiche da fermare e sostituire). A questo deve servire la UE. Altrimenti dopo anni di lacrime e stridori di denti imploderà. 
 
E’ necessario un grande piano di investimenti pari al 3/4% del Pil annuale per molti anni. La tecnologia c’è, i milioni di giovani disoccupati non aspettano altro. Questa è l’alternativa. 
 
Per chi vuole approfondire Tesla: Solar roof